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profilo

Laura Lattanzi
 
 
Dopo la maturità classica e la laurea in giurisprudenza (ottenuta prima del completamento del quarto anno accademico e con un esame aggiuntivo rispetto al piano di studi obbligatorio) con il massimo dei voti , rinuncia alla carriera universitaria dedicandosi all’attività impiegatizia.
 
Già dal conseguimento del diploma viene attratta dallo studio delle discipline orientali ( filosofia, arti marziali, yoga…), conservando contestualmente un grande amore per l’arte ed il colore in tutte le espressioni.
 
Dal 2003 si cimenta nello studio del pianoforte, spinta dalla forte passione per la musica ed i grandi compositori.
 
Dal 2010 il sentiero verso l’arte si espande all’insegna della danza e, da autodidatta, della pittura ad olio. Iniziata l’esposizione  delle opere, tramite personali e collettive a livello provinciale (tra cui anche presso diverse edizioni della Marguttiana Maceratese e presso la sede degli Antichi Forni, a Macerata ), ottiene significativi apprezzamenti  attraverso richieste  di esposizioni  da parte di importanti gallerie italiane ed estere, tra cui Venezia, Roma (anche presso il complesso museale dei Dioscuri del Quirinale), Torino, Londra,  il Principato di Monaco, Bruges , New York (presso la Galleria Caelum Gallery, 508-526 WEST 26TH STREET, CHELSEA, N.Y.). Nel gennaio 2018 due tele vengono selezionate per la Collezione Sgarbi e nell’aprile 2018 partecipa all’art week tenutasi a Milano, esponendo in una delle storiche gallerie presenti nella zona Sant’Ambrogio.
 
Scrive di lei: “ ….le due direttrici rappresentative e contrastanti sono la figura umana ed il paesaggio, ognuno trattato  con mezzi e strumenti diversissimi l’uno rispetto all’altro: il primo esemplato dalla silhouette grafica su sfondo tonalmente compatto o geometrizzante, il secondo mediante ricorso alla prospettiva che dona elemento narrativo ai dettagliati scorci. La dominanza tonale si incammina verso il freddo o al limite ai colori primari…..Lievi sfumature dello sfondo nei paesaggi , che dovrebbero rappresentare l’apertura al mondo di chi guarda, cioè l’elemento dialogico con la realtà, evidenziano una lieve ed elegante volontà di ricerca dell’oltre, del punto ulteriore alla tela e dunque del futuro più lontano, atteso con una malcelata ma sotterranea attesa di cambiamento”.
 
G.Vincenzi (critico letterario)

Frederic-Chopin---nocturne---op.-9-n.-1


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